Si è tenuto oggi, presso la Sala Gregorianum di Milano, il convegno organizzato dal Croas Lombardia
dal titolo “Un LEPS, un servizio, una sfida comune: come costruire il Pronto Intervento Sociale in Lombardia”, un’importante occasione di confronto dedicata al futuro del Pronto Intervento Sociale sul nostro territorio.
Una giornata intensa, partecipata e ricca di spunti, resa ancora più significativa dalla ricorrenza del compleanno del Consiglio Regionale Assistenti Sociali della Lombardia. Un momento di dialogo che ha visto una sala piena e una partecipazione sentita, segno di quanto il tema sia vivo e centrale per la comunità professionale.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della Presidente dell’Ordine Assistenti Sociali della Lombardia Simona Regondi e della Presidente del Dipartimento Welfare di Anci Lombardia, Sara Santagostino, che hanno sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni per costruire risposte concrete ai bisogni emergenti e accompagnare i territori nello sviluppo di servizi capaci di garantire diritti e tutele effettive.
Nel corso della mattinata è stato letto il messaggio dell’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità di Regione Lombardia, Elena Lucchini, a conferma dell’attenzione e dell’impegno della Regione Lombardia verso il rafforzamento di una rete territoriale capace di coniugare competenza professionale, integrazione dei servizi e attenzione concreta alle persone. Nel messaggio è stato inoltre richiamato il recente Accordo Quadro sottoscritto con il Croas Lombardia, quale strumento di collaborazione per accompagnare lo sviluppo del sistema dei servizi sociali e il rafforzamento del Pronto Intervento Sociale sul territorio regionale.
Dopo la preziosa lectio magistralis del Professor Andrea Mirri sulle caratteristiche e sulle evoluzioni del Leps, è intervenuta la Presidente nazionale Barbara Rosina con una riflessione sul ruolo degli assistenti sociali all’interno del Pronto Intervento Sociale:
“Siamo di fronte a una sfida molto più ampia: la capacità dei territori di costruire un sistema di risposte alle emergenze sociali che sia uniforme, integrato ed esigibile.”
Parole che hanno restituito il senso profondo della sfida che il Pis rappresenta oggi: non un semplice dispositivo organizzativo o una funzione tecnica prevista dai Leps, ma uno degli strumenti attraverso i quali il sistema pubblico misura la propria capacità di garantire tutela, prossimità e dignità alle persone.
La sessione mattutina è stata arricchita dalla presentazione della ricerca curata da Giulia Ghezzi, coordinatrice del Gruppo “Servizio Sociale negli Enti Locali”, che ha offerto una fotografia nitida dello stato dell’arte del Pronto Intervento Sociale in Lombardia. I lavori sono poi proseguiti con due tavole rotonde dedicate ai possibili modelli di governance regionale e al confronto tra le diverse esperienze territoriali lombarde.
Tra gli elementi emersi durante il confronto, particolarmente significativa la comunicazione portata da Francesco Foti, Direttore Generale della DG Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità di Regione Lombardia, che ha espresso disponibilità ad accogliere suggerimenti per la costruzione di una cabina di regia con la presenza di Anci e del Croas, un passaggio importante verso una governance condivisa e partecipata del sistema.
Molti i temi chiave emersi nel corso della giornata: il confronto con esperienze di altri territori come occasione di apprendimento e crescita; la necessità di garantire livelli essenziali e diritti realmente esigibili; l’importanza di mantenere forte l’identità professionale del servizio sociale all’interno di contesti multidisciplinari; la consapevolezza che prontezza di intervento non significhi frettolosità, ma capacità di leggere bisogni complessi e agire con competenza.
A chiudere i lavori le parole della Presidente del Croas Lombardia Simona Regondi: “Ci attendono anni di studio e di impegno costante per accompagnare il passaggio definitivo da una logica di assistenza discrezionale alla piena affermazione dei diritti soggettivi esigibili. Lo faremo con la consapevolezza che ogni intervento del Pis non è solo una risposta tecnica, ma l’adempimento di un mandato etico della nostra professione: non lasciare nessuno solo davanti all’imprevisto della vita.”
Un ringraziamento speciale a tutti i relatori, ai partecipanti e al Gruppo Enti Locali per il prezioso e straordinario lavoro condiviso oggi con l’intera comunità professionale, con un riconoscimento particolare a Monica Gheza e a Giulia Ghezzi per l’impegno e il lavoro svolto nella costruzione di questo importante momento di confronto.
Tanti spunti, domande e riflessioni hanno accompagnato questa giornata. La sfida è aperta, e la stiamo costruendo insieme.