14 LUGLIO – BISOGNA AVERE VISTO

In occasione della Giornata nazionale per la dignità delle persone private della libertà, l’Ordine Assistenti Sociali della Lombardia ribadisce il proprio impegno a tutela dei diritti fondamentali e della dignità umana all’interno delle istituzioni penitenziarie. La nostra presenza all’iniziativa di oggi vuole evidenziare la necessità urgente di porre al centro del dibattito pubblico e professionale le condizioni di vita dei ristretti.

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa redatto al termine della visita conoscitiva e ispettiva presso la II Casa di Reclusione di Milano Bollate, alla quale ha preso parte la nostra Presidente, Simona Regondi. Numerosi sono i temi e le criticità emersi: dal sovraffollamento alla sofferenza legata al caldo estivo, passando per le difficoltà specifiche della sezione femminile fino alla contrazione delle possibilità di accedere al lavoro interno ed esterno. Questa specifica problematica ci investe e ci interroga particolarmente come comunità professionale, da sempre impegnata nei percorsi di inclusione e reinserimento sociale.

Gli “sfollamenti” provenienti da altri istituti penitenziari, non soltanto lombardi, hanno impattato sul “modello Bollate”, spingendo il tasso di sovraffollamento al 130%; le stanze di pernottamento progettate per ospitare quattro persone si trovano oggi, in base ai nuovi regolamenti, a dover accogliere fino a 8 occupanti, mentre le aree esterne destinate ai passeggi rimangono lastroni di cemento esposti al sole estivo.

Come ricordava Piero Calamandrei, “per comprendere davvero il funzionamento della giustizia è necessario vedere il carcere”. Partecipando a questa giornata di mobilitazione nazionale abbiamo voluto riaffermare un principio per noi cardine: il carcere non può e non deve chiudersi nei confronti della società esterna, ma deve tornare a essere un luogo conosciuto, osservato e attivamente discusso dalla comunità civile.

Comunicato stampa DOPO LA VISITA Bollate

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