Senza parole ma non senza voce

La notizia del femminicidio avvenuto ieri a Bergamo è una nuova ferita che ci colpisce tutti. Ancora una volta ci dicono che era un evento “imprevedibile”, che non c’erano segnali di rischio, ma solo qualche litigio. Forse dovremmo ribaltare la prospettiva e non pensare che non si possa fare nulla, ma affermare che tutti possiamo fare qualcosa, ogni giorno.
Come Assistenti Sociali non possiamo accettare l’inevitabilità. Le “fatiche” e le tensioni che attraversano i legami familiari sono segnali che il territorio deve saper intercettare prima che diventino cronaca nera. Dobbiamo imparare a cogliere quei segnali non detti e non urlati per agire in un sistema di prevenzione collettiva
Nominare l’aiuto: Orientare verso un Centro Antiviolenza deve essere vissuto come un percorso di supporto e libertà, mai come una vergogna, un fallimento o uno stigma.
Dobbiamo saper distinguere il conflitto dalla sopraffazione, intervenendo su quei meccanismi che portano a relazioni disfunzionali e pericolose.
Come comunità professionale e come cittadini dobbiamo promuovere pensieri e parole capaci di scardinare la cultura del possesso e del controllo. Non possiamo più accettare che si neghi il legame tra femminicidio e cultura sessista, né che sia normale — come purtroppo confermano le ricerche anche tra i nostri ragazzi — sovrapporre le parole gelosia e controllo ai concetti di amore e cura.
Non basta dire “no alla violenza” una volta all’anno. Dobbiamo saper dire “no” ogni giorno: davanti alle ingiustizie, ai diritti violati, alle battute umilianti e alla vittimizzazione secondaria.
Per questo, come CROAS Lombardia vogliamo ribadire tre obiettivi fondamentali:
1. Rafforzare la rete dei servizi per essere vicini alle persone prima che sia troppo tardi.
2. Promuovere un cambiamento culturale per riconoscere precocemente agiti violenti e di sopraffazione.
3. Un raccordo reale tra Centri Antiviolenza, Forze dell’Ordine e Servizi Sociali, affinché nessuna donna si senta sola.
Il CROAS Lombardia si stringe attorno ai familiari di Valentina. Il nostro impegno continua, ogni giorno, per costruire un sistema di protezione che sappia arrivare in tempo.

 

 

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