In prima linea per garantire che la dimensione sociale sia parte integrante della salute pubblica
Il CROAS Lombardia, nella persona della Vicepresidente Dott.ssa Sara Alberici, ha partecipato attivamente alle sedute dell’ Organismo di Coordinamento della Rete Regionale di Cure Palliative (istituito con Decreto n. 10052 del 15.07.2025), avente il compito di monitorare lo stato di attuazione della rete di Cure Palliative e di coordinare e promuovere il processo di sviluppo sul territorio regionale, al fine di assicurare livelli uniformi di assistenza ai cittadini.
Il Tavolo Tecnico si è focalizzato su quattro tematiche di primario interesse:
- potenziamento della rete
- formazione dei professionisti
- cure palliative pediatriche
- revisione degli strumenti da utilizzare nella rete.
Rispetto a quest’ultimo tema, è stato recentemente approvato il Documento Tecnico “Indicazioni operative per l’impiego degli strumenti di valutazione, segnalazione e analisi di complessità dei pazienti con bisogni di cure palliative” (Delibera XII/ 6585 , seduta del 27.07.2026).
Rappresentare il nostro Ordine professionale è un’opportunità strategica fondamentale ma anche una costante sfida istituzionale per garantire che la programmazione e l’organizzazione dei servizi territoriali non rispondano solo a logiche prestazionali o medico-sanitarie, ma accolgano appieno la dimensione sociale e relazionale della salute.
Trovare un vero spazio di ascolto all’interno delle sedute dell’Organismo di Coordinamento ha significato richiamare l’attenzione sui determinanti sociali della salute (rete familiare, vulnerabilità economica, isolamento sociale); arricchire i linguaggi istituzionali superando una narrazione tecnica basata unicamente su codici di prestazione, diagnosi e tempi di attesa clinici, rivendicando la dignità strategica dei processi di valutazione multidimensionale e della presa in carico integrata; consolidare la rappresentanza dell’Ordine facendo comprendere che il “sociale” non è un mero tassello assistenziale a supporto del medico, ma una componente paritaria dell’architettura della salute locale.
I percorsi di salute non coincidono con la sola cura della malattia: senza una reale integrazione socio-sanitaria, le risposte dell’infrastruttura territoriale restano parziali, frammentarie e incapaci di rispondere alla complessità dei bisogni dei cittadini, in particolare della popolazione anziana, cronica o in condizione di fragilità.
Come professionisti, anche nell’ambito delle cure palliative, siamo portatori di competenze fondamentali: dalla lettura del contesto e dei bisogni, al lavoro di rete fino alla ricomposizione delle risorse.
Consapevoli delle sfide che la nostra comunità professionale è chiamata ad affrontare in questo ambito – dalla necessità di una formazione specifica al coinvolgimento tempestivo, dalla definizione di una procedura univoca di segnalazione al riconoscimento dell’assistente sociale come requisito di accreditamento in tutti i setting di cura della rete, oltre all’Hospice -, continueremo a partecipare ai lavori del Coordinamento per far sì che il contributo professionale sia pienamente riconosciuto e integrato fin dalle fasi di programmazione, e non solo in quelle esecutive.
La tutela della salute pubblica, intesa come benessere bio-psico-sociale, passa inevitabilmente dalla capacità del sistema di integrare la dimensione sociale in ogni percorso di cura e come Ordine continueremo a far valere questa voce in tutte le sedi competenti.