Nel complesso panorama delle politiche sociali italiane, l’acronimo LEPS rappresenta oggi la bussola fondamentale per garantire l’esigibilità dei diritti su tutto il territorio nazionale. Ma cosa sono esattamente, dove affondano le loro radici normative e quali sono le prestazioni che ogni cittadino ha il diritto di ricevere?
Cosa sono i LEPS?
I Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) definiscono gli standard minimi di servizio, in termini di interventi e prestazioni, che devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il loro obiettivo è abbattere le disuguaglianze territoriali: il diritto di un cittadino a ricevere assistenza non deve dipendere dal suo codice postale, ma dalle sue necessità.
È importante sottolineare che i LEPS non sono semplici “obiettivi di servizio”, ma diritti soggettivi perfetti: lo Stato è obbligato a garantirne il finanziamento e l’erogazione.
La fonte normativa e le origini
Il concetto di LEPS nasce ufficialmente con la Legge Quadro 328/2000 (“Legge per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”), che all’Articolo 22 ne delineava la struttura. Tuttavia, la loro piena dignità costituzionale è stata sancita con la Riforma del Titolo V della Costituzione (2001): l’Articolo 117 attribuisce infatti allo Stato la competenza esclusiva nella “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”.
Nonostante queste premesse storiche, i LEPS hanno trovato una definizione operativa e finanziaria concreta solo negli ultimi anni, in particolare con la Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021) e il successivo Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali 2021-2023, che ne hanno accelerato l’attuazione anche grazie ai fondi del PNRR.
Quali sono i principali LEPS?
Ad oggi, il sistema dei LEPS si articola in diverse macro-aree che toccano la vita quotidiana dei cittadini e il lavoro degli assistenti sociali:
- Servizio Sociale Professionale: Garantire il segretariato sociale, la presa in carico e la definizione del progetto personalizzato.
- Dimissioni Protette: Assicurare la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, specialmente per gli anziani non autosufficienti.
- Prevenzione dell’allontanamento dei minori (P.I.P.P.I.): Interventi di sostegno alla genitorialità per famiglie in situazione di vulnerabilità.
- Servizi per la domiciliarità: Rafforzamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per favorire la permanenza a casa delle persone fragili.
- Pronto Intervento Sociale (PINS): Risposte tempestive per emergenze sociali, garantite h24.
- Housing First e Centri Servizi: Contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora.
Una sfida per l’Ordine
Per noi assistenti sociali, i LEPS rappresentano non solo un obbligo normativo, ma uno strumento di advocacy. Conoscere la fonte e i contenuti dei livelli essenziali ci permette di pretendere, all’interno delle programmazioni territoriali (Piani di Zona), che le risorse siano destinate prioritariamente a queste prestazioni inderogabili, ponendo fine alla logica della discrezionalità territoriale.