Il Pronto Intervento Sociale: una sfida per la Lombardia

Quando il bisogno non può aspettare: cos’è il PIS e perché costruirlo adesso.

Esiste una categoria di situazioni in cui il tempo è una variabile decisiva: un minore solo, una donna in fuga da una situazione di violenza, un anziano trovato in casa in condizioni critiche nel cuore della notte. Sono le emergenze sociali — eventi improvvisi, acuti, improcrastinabili — a cui tradizionalmente sono state date risposte solo da parte delle forze dell’ordine o dal sistema sanitario.

Per anni abbiamo ripetuto che “il servizio sociale non è un pronto soccorso” — e lo abbiamo fatto per ragioni fondate, per difendere la qualità dell’intervento dalla deriva dell’emergenzialismo puro. Negli ultimi tempi ha preso spazio l’idea che queste emergenze possano – debbano – trovare anche una risposta di tipo sociale.

Riconoscere che nelle situazioni di urgenza le persone hanno diritto a una risposta sociale qualificata — e non solo all’intervento delle forze dell’ordine o dei professionisti sanitari — è un salto di qualità culturale prima ancora che organizzativo. Significa affermare che il disagio sociale acuto merita la stessa serietà istituzionale di un’emergenza medica.

L’introduzione del Pronto Intervento Sociale (PIS) come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LEPS) risale alla legge 328/2000, ma è solo con il Piano Sociale Nazionale 2021-23 che è stato sufficientemente descritto e formalizzato. Oggi, ogni Ambito territoriale è tenuto a garantire ai propri cittadini questo Servizio h24, 365 giorni l’anno.

Il PIS è un servizio strutturato, con una centrale operativa, unità di intervento in loco e protocolli definiti, che stabilizza la situazione e la trasferisce al servizio sociale territoriale competente per la presa in carico successiva. Non si sostituisce al servizio sociale di base: lo integra nella fase acuta, garantendo che nessun cittadino resti senza risposta nei momenti in cui i bisogni sono più urgenti. Ma come realizzarlo?

 

Il lavoro del gruppo “Enti locali” del CROAS

Dal 2025, il gruppo tematico “Servizio sociale professionale negli enti locali” del CROAS Lombardia ha scelto di dedicarsi proprio a questo tema. Ne è nato un documento di approfondimento — in corso di pubblicazione come Quaderno dell’Ordine — che affronta il PIS su due livelli: una prima parte che chiarisce le definizioni normative, le caratteristiche dell’emergenza sociale, il ruolo dell’assistente sociale e i possibili modelli di governance; e una seconda parte dedicata alla situazione lombarda, con l’analisi dei dati raccolti grazie a una rilevazione condotta a fine 2025 in collaborazione con gli Ambiti territoriali.

 

Il 27 maggio a Milano: un convegno per costruire insieme

I risultati dell’indagine e le riflessioni del gruppo saranno al centro del convegno “Un LEPS, un Servizio, una Sfida Comune. Come costruire il Pronto Intervento Sociale in Lombardia”, organizzato dal CROAS Lombardia per il 27 maggio 2026 (ore 9:30–16:15, Sala Gregorianum, Via Ludovico Settala 27, Milano).

La giornata vedrà il contributo di esperti nazionali, rappresentanti delle Regioni Toscana e Veneto, della Regione Lombardia e di realtà lombarde che hanno già costruito esperienze significative.

In occasione del convegno, i partecipanti potranno ricevere una copia del Quaderno dell’Ordine.

Il convegno è aperto a tutti: personale degli Uffici di Piano, assistenti sociali dei Comuni, amministratori locali e soggetti del terzo settore che collaborano con i comuni su questi temi. Per gli assistenti sociali sono riconosciuti 6 crediti formativi (di cui 2 deontologici).

Il Convegno

 

 

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