Il Pronto Intervento Sociale

Come abbiamo visto I LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) rappresentano l’insieme delle prestazioni, dei servizi, dei beni e delle soglie di servizio che devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, poiché attuano i diritti sociali fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana (Art. 117).

All’interno di questo quadro normativo e programmatorio, vi è il Leps Pronto Intervento Sociale“.

Caratteristiche generali

L’introduzione del Pronto Intervento Sociale (PIS) come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LEPS) risale alla legge 328/2000, ma è solo con il Piano Sociale Nazionale 2021-23 che è stato descritto e formalizzato.

Il PIS è un servizio, non un semplice intervento o una semplice prestazione, dedicato e specifico:

  • dotato di una propria struttura organizzativa, anche di personale e di risorse, unicamente dedicato alla gestione delle risposte alle situazioni di emergenza e urgenza sociale;
  • specificatamente dedicato agli interventi contraddistinti dai seguenti elementi caratteristici:
    • EMERGENZA: situazione grave, acuta, non prevista, non programmata, improvvisa e improcrastinabile, che richiede un intervento immediato, ovvero da prendere in carico entro poche ore. Generalmente presenta una situazione di pericolo/minaccia per la persona/famiglia
    • URGENZA: situazione grave, di straordinaria complessità, programmata o programmabile, anche non nota, che non ammette dilazioni e necessita di un’esecuzione tempestiva, comunque da prendere in carico entro le 24 ore.
  • a vocazione universalistica, rivolto a tutta la popolazione presente sul territorio di riferimento e non solo ad alcune fasce o una progettualità di settore;
  • a titolarità pubblica (singole Amministrazioni Comunali, Ambiti territoriali sociali, Province, Regioni, ecc.);
  • che svolge interventi in ambito sociale, di pertinenza sia socio-assistenziale che socio-sanitaria, con particolare riferimento all’ambito di competenza dei servizi sociali (e quindi pur collaborando e integrando la propria azione con il settore sanitario dell’emergenza e con le forze di Polizia non svolge attività di competenza di queste realtà).

Quando il bisogno non può aspettare:

Esiste una categoria di situazioni in cui il tempo è una variabile decisiva anche quando i Servizi sono chiusi: un minore solo, una donna in fuga da una situazione di violenza, un anziano trovato in casa in condizioni critiche. Sono le emergenze sociali — eventi improvvisi, acuti, improcrastinabili — a cui tradizionalmente sono state date risposte solo da parte delle forze di polizia o dal sistema sanitario.

Per anni abbiamo ripetuto che “il servizio sociale non è un pronto soccorso” — e lo abbiamo fatto per ragioni fondate, per difendere la qualità dell’intervento dalla deriva dell’emergenzialismo puro. Negli ultimi tempi ha preso spazio l’idea che queste emergenze possano – debbano – trovare anche una risposta di tipo sociale.

Riconoscere che nelle situazioni di urgenza le persone hanno diritto a una risposta sociale qualificata, e non solo all’intervento delle forze di Pubblica Sicurezza o dei professionisti sanitari, è un salto di qualità culturale prima ancora che organizzativo. Significa affermare che il disagio sociale acuto merita la stessa serietà istituzionale di un’emergenza medica.

Oggi, ogni Ambito territoriale è tenuto a garantire ai propri cittadini questo Servizio h24, 365 giorni l’anno.

Il PIS è un servizio strutturato, con una centrale operativa, unità di intervento in loco e protocolli definiti, che stabilizza la situazione e la trasferisce al servizio sociale territoriale competente per la presa in carico successiva. Non si sostituisce al servizio sociale di base: lo integra nella fase acuta, garantendo che nessun cittadino resti senza risposta nei momenti in cui i bisogni sono più urgenti.

Dal 2025, il gruppo tematico “Servizio sociale professionale negli enti locali” del CROAS Lombardia ha scelto di dedicarsi proprio a questo tema. Ne è nato un documento che affronta il PIS su due livelli: una prima parte che chiarisce le definizioni normative, le caratteristiche dell’emergenza sociale, il ruolo dell’assistente sociale e i possibili modelli di governance; e una seconda parte dedicata alla situazione lombarda, con l’analisi dei dati raccolti grazie a una rilevazione condotta a fine 2025 in collaborazione con gli Ambiti territoriali.

I risultati dell’indagine e le riflessioni del gruppo saranno al centro del convegno “Un LEPS, un Servizio, una Sfida Comune. Come costruire il Pronto Intervento Sociale in Lombardia” organizzato per il 27 maggio a Milano.

 

 

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