Il Medico di base diventa un diritto per i senza dimora

Disposizioni per garantire l’assistenza primaria ai cittadini italiani senza dimora

“La Regione nell’ambito della propria potestà di organizzazione del Servizio sanitario regionale, per assicurare l’esercizio del diritto all’assistenza sanitaria individuale e tutelare il diritto collettivo alla salute, riconosce ai cittadini italiani senza dimora privi di qualsiasi assistenza sanitaria, la facoltà di iscrizione nelle liste degli assistiti delle Aziende socio sanitarie territoriali (ASST), anche a seguito di segnalazione da parte dei servizi sociali e socio sanitari, la facoltà di effettuare la scelta del medico di assistenza primaria e del pediatra di libera scelta, nonché di accedere alle prestazioni garantite dai Livelli essenziali di assistenza (LEA).”

Con la LR 19/2026, presentata la prima volta a novembre 2023, Regione Lombardia ha segnato un passo storico verso l’inclusione e la tutela della salute pubblica, una norma in linea con la c.d.  “legge Furfaro”  (176/24) garantisce il medico di medicina generale anche alle persone senza dimora 

L’obiettivo della legge è garantire l’accesso ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), trasformando la salute da privilegio legato a un indirizzo anagrafico, a diritto universale e costituzionale.

Punti di forza:

  • I cittadini senza dimora possono iscriversi nelle liste delle ASST (Aziende Socio-Sanitarie Territoriali) e scegliere un medico di famiglia o un pediatra. Questo garantisce il diritto a visite mediche, prescrizioni e farmaci.
  • Garantisce dignità perchè Permette anche a chi vive in condizioni di grave emarginazione di non essere più invisibile davanti al diritto fondamentale alla salute.
  • La misura si rivolge a cittadini e stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale, ma privi di residenza anagrafica.
  • Le case di Comunità diventeranno i punti di accesso e riferimento con sportelli dedicati, orientamento e presa in carico per questa fascia di popolazione vulnerabile, facilitando il raccordo tra la strada e il medico curante.
  • L’assegnazione del medico di famiglia potrà avvenire anche a seguito di una segnalazione da parte dei Servizi Sociali comunali o dei Servizi Socio-Sanitari del Territorio.
  • Rafforza il welfare di comunità perchè richiede una sinergia stretta e strutturata tra Comuni, ASST, Terzo Settore e associazioni di volontariato in prima linea sul territorio.
  • Alleggerisce i Pronto Soccorso, offrendo una presa in carico medica primaria, si ridurranno gli accessi impropri alle strutture di emergenza.

Secondo i dati rilevati dall’Istat in collaborazione con la fio.PSD-ETS ( Federazione Italiana organismi per le persone senza dimora), le grandi aree metropolitane registrano i numeri più alti di marginalità sociale: Roma (2.621 persona SFD rilevate, di cui in strada 1299), Milano (1.641 SFD rilevate, di cui in strada 601). A queste cifre vanno sommati gli “invisibili”, persone non intercettate dai servizi che, non avendo una dimora e trovandosi in situazioni di irregolarità, finora potevano accedere esclusivamente alle prestazioni sanitarie d’urgenza (Pronto Soccorso), rendendo impossibile una reale prevenzione e continuità terapeutica.

Link alla legge

 

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