Uno spazio di confronto, formazione e crescita per la comunità professionale

Da oltre un decennio, il Gruppo Consiliare Territoriale della Provincia di Lecco rappresenta uno spazio stabile di incontro, confronto e lavoro professionale per gli e le assistenti sociali del territorio.

Il Gruppo riunisce professionisti provenienti da ambiti e contesti lavorativi differenti e nasce con l’obiettivo di sostenere e rafforzare il ruolo e l’identità professionale dell’assistente sociale, accompagnando la comunità territoriale nella riflessione sui bisogni formativi, sulle responsabilità professionali e sulle trasformazioni che interessano il lavoro sociale.

Nel corso degli anni si è consolidato anche come importante punto di collegamento con il Consiglio Regionale dell’Ordine Assistenti Sociali della Lombardia. La presenza al suo interno di professionisti con esperienze diverse consente di mettere in dialogo competenze, conoscenze e punti di vista maturati nei vari servizi, trasformando questa pluralità in una risorsa per tutta la comunità professionale.

Formarsi significa anche riflettere sulla propria pratica

Alla base dell’attività del Gruppo c’è una concezione della formazione continua che va oltre il semplice aggiornamento delle conoscenze. Formarsi significa anche mantenere viva la capacità di interrogarsi sul proprio agire quotidiano, riconoscere le trasformazioni in corso, confrontarsi con altri professionisti e costruire insieme nuove chiavi di lettura della realtà.

Fin dalle prime esperienze, particolare attenzione è stata dedicata all’autoformazione, allo scambio tra colleghi e alla supervisione, intesa come opportunità per elaborare l’esperienza, accrescere il sapere professionale e deontologico e sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio ruolo.

Una parte significativa del lavoro riguarda infatti proprio la dimensione etica e deontologica della professione. Il Gruppo promuove occasioni di riflessione sui bisogni degli e delle assistenti sociali del territorio, sulle responsabilità connesse all’esercizio professionale e sul rapporto tra ruolo, identità e Codice Deontologico.

L’obiettivo è favorire un dialogo costante tra teoria e pratica, affinché anche le situazioni incontrate quotidianamente nei servizi possano diventare occasioni di apprendimento, confronto e crescita collettiva.

Nel tempo, il Gruppo ha assunto anche una funzione di presidio e stimolo rispetto alle proposte formative rivolte alla comunità professionale locale. Il lavoro non si limita quindi alla rilevazione dei bisogni, ma cerca di tradurli in occasioni concrete di incontro, approfondimento e produzione di sapere professionale.

Tra le direzioni che guidano l’attività del Gruppo vi sono il sostegno alla riflessività e all’identità professionale, il rafforzamento delle strategie collaborative e delle reti tra colleghi, la valorizzazione della supervisione e delle esperienze che favoriscono il benessere degli operatori, insieme alla ricerca di una sempre maggiore integrazione tra conoscenze teoriche ed esperienza sul campo.

Negli ultimi anni è cresciuta, infatti, anche l’attenzione alle condizioni nelle quali gli e le assistenti sociali esercitano la professione, e al loro benessere professionale. Creare occasioni nelle quali incontrarsi e confrontarsi, consolidare reti di relazione e valorizzare strumenti come la supervisione significa anche contribuire alla tutela dei professionisti e alla qualità del lavoro svolto nei servizi.

Il Gruppo guarda inoltre alle nuove generazioni, partecipando da open day e iniziative di orientamento nelle scuole superiori. Raccontare concretamente il lavoro dell’assistente sociale permette di far conoscere meglio la professione, superare rappresentazioni parziali o stereotipate e avvicinare giovani interessati e motivati.

Il Gruppo Territoriale è quindi diventato nel tempo uno spazio nel quale la formazione assume un significato più ampio: non soltanto aggiornarsi, ma fermarsi, interrogarsi, condividere esperienze, costruire connessioni e produrre pensiero sul lavoro sociale.

È uno spazio in continua costruzione, perché la formazione è prima di tutto un processo collettivo: ogni esperienza professionale, ogni confronto e ogni nuova domanda possono contribuire ad alimentare un patrimonio comune di conoscenze, pratiche e competenze.

 

 

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