L’Ordine Assistenti Sociali della Lombardia esprime profonda sorpresa, sconcerto e vivo rammarico in merito a quanto andato in onda la sera del 10 giugno sulla RAI.
Assistiamo con perplessità ad una narrazione distorta che, invece di informare il cittadino, scivola nella denigrazione di una professione. È inaccettabile che il servizio pubblico radiotelevisivo di Stato – che per sua natura dovrebbe farsi garante di un’informazione corretta, equilibrata e rispettosa – diventi cassa di risonanza per stereotipi logori e attacchi offensivi contro chi lavora quotidianamente a tutela dei diritti dei più vulnerabili.
Offendere la figura dell’assistente sociale significa non soltanto calpestare la dignità di migliaia di professioniste e professionisti che operano con competenza e nel rispetto del codice deontologico, ma anche minare il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni socio-sanitarie, danneggiando il tessuto sociale stesso.
Ci chiediamo come sia possibile che una simile superficialità trovi spazio nei palinsesti delle reti pubbliche, quindi dello Stato, senza alcun contraddittorio o aderenza alla realtà dei fatti.
Chiediamo al servizio d’informazione pubblico una maggiore responsabilità e il dovuto rispetto per una professione cardine della nostra democrazia e dello Stato sociale, in piena aderenza ai doveri del codice deontologico giornalistico.
Dott.ssa Simona Regondi
Presidente Ordine Assistenti Sociali della Lombardia