Speranza e armonia non come desideri astratti, ma come risultato di uno sforzo comune.
In un momento storico in cui il clamore di una comunicazione urlata e non sempre verificata sembra sovrastare il valore dell’operato degli e delle assistenti sociali, il tema della Giornata Mondiale del Servizio Sociale 2026 offre una bussola preziosa per orientarsi tra le nebbie della stanchezza quotidiana e le sfide che il presente pone.
Celebrare la “nostra” Giornata Mondiale quest’anno significa accogliere un appello che arriva da lontano e da una differente cultura, ma che risuona con urgenza nelle nostre città, nei nostri uffici di piano, nelle corsie degli ospedali e nei servizi territoriali della Lombardia. Il tema del 2026, “Co-costruire speranza e armonia”, si ispira alla filosofia africana dell’Harambee: un invito a “mettere insieme”, a lavorare uniti.
Sappiamo bene quanto sia difficile parlare di “armonia” quando la nostra quotidianità professionale è segnata dalla fatica. Viviamo in una regione dinamica ma complessa, dove il carico di lavoro e la carenza di risorse e operatori si sommano spesso a critiche ingenerose. Sentire la nostra professione sotto attacco, o peggio, ridotta talvolta a bersaglio mediatico, ferisce la nostra identità professionale e personale.
Ma è proprio qui che Harambee diventa pratica politica e professionale:
- Non siamo monadi: Di fronte alle critiche, la risposta non è l’isolamento, ma competenza e unità. Dobbiamo riconoscerci come un’unica comunità professionale, capace di rivendicare con voce ferma il valore del mandato sociale.
- Abbiamo un ruolo politico: Non siamo semplici erogatori di prestazioni. Siamo facilitatori di legami in una società che tende a frammentarsi.
L’appello all’unità deve però valicare i confini professionali: in un mondo ferito da conflitti che sembrano non avere fine, il nostro mandato professionale si eleva. La guerra non è solo un fronte apparentemente lontano, ma una logica di sopraffazione che incrina le nostre comunità di vita. Contrastare le guerre significa, per noi, seminare quotidianamente pace e giustizia sociale. Ogni volta che ricuciamo un legame spezzato, che prestiamo la nostra voce a chi è escluso, che siamo al fianco di chi è più vulnerabile, stiamo compiendo un atto di resistenza contro lo sfilacciamento del tessuto sociale. Opporre alla logica dello scontro e della sopraffazione la cultura dell’incontro e della mediazione è l’unica via per costruire una società più giusta.
In questa Lombardia che corre, abbiamo il compito di ricordare a tutti e tutte che nessuno può farcela da solo e nessuno deve restare indietro. Con una società divisa siamo inevitabilmente più fragili.
Dobbiamo quindi fare nostro lo spirito della Harambee: Trasformiamo la fatica individuale in forza collettiva, coinvolgiamo istituzioni e cittadini nella co-costruzione di risposte nuove e positive, riaffermiamo la dignità umana come pilastro e centro del nostro fare in un’epoca di incertezza.
Speranza e armonia non sono desideri astratti, ma il risultato di uno sforzo comune. Continuiamo a lavorare insieme, con la consapevolezza che competenza e unità sono la nostra migliore risposta alle sollecitazioni esterne. Il 17 marzo non festeggiamo solo la nostra professione, celebriamo la scelta di restare umani, insieme. “Io sono perché noi siamo” (Ubuntu).
Buona Giornata Mondiale del Servizio Sociale a tutti noi.