L’Anima dei nostri Gruppi: un viaggio tra radici e futuro

Da questo numero della newsletter apriremo una finestra sui Gruppi di Lavoro. Non si tratta solo di descrivere attività, ma è un invito a riscoprire il senso del “fare parte”. Ripercorrere la loro storia, la nostra storia, non è un semplice esercizio di memoria; ma il racconto di un cammino fatto di sfide, crescita e, soprattutto, di persone.

Per capire dove stiamo andando, abbiamo deciso di tornare “al principio”, al “c’era una volta”. Abbiamo chiesto alla Presidente Ghisalberti di raccontarci quella lungimirante intuizione di vent’anni fa, nata in un particolare momento storico: erano gli anni della riforma della professione, il nostro Ordine professionale era nato da poco e i colleghi cercavano, oltre al riconoscimento professionale, strumenti comuni per non sentirsi soli.

Allora l’attività dell’Ordine era affidata a commissioni formali, spesso percepite come distanti. La svolta della presidenza Ghisalberti fu intuire che, per coinvolgere davvero i colleghi, servivano spazi nuovi e un linguaggio diverso. Nacquero così i “Gruppi”.

“Gruppi”, un termine che allora suonava quasi dirompente e che oggi definiremmo all’avanguardia, perché spostava il baricentro del fare ordinistico:

  • Dalla burocrazia della commissione alla dinamicità del confronto tra pari;
  • Dall’esecuzione di compiti alla costruzione di appartenenza;
  • Dalla formazione imposta all’autoformazione partecipata.

Questa visione ha trasformato l’Ordine da “ufficio di regole” a “casa della comunità”, dove il sapere non cala dall’alto ma nasce dall’incontro tra colleghi. Scegliere il “Gruppo” significava scommettere sulla dimensione umana, gettando le basi per le attuali comunità di pratica.

Per avvicinare l’Ente Ordine alla comunità professionale, si fondarono in tutte le province i Gruppi Territoriali, per rispondere alle diverse esigenze di approfondimento, nacquero i Gruppi Tematici (focalizzati su argomenti pionieristici come gli accreditamenti sanitari o la protezione giuridica).

In un’era senza digitale, l’Ordine, la sede di via Stampa, era il luogo fisico dell’incontro, i colleghi da tutta la Regione si spostavano verso Milano spinti dal desiderio di non essere soli. Quegli incontri producevano documenti, eventi e visibilità presso le istituzioni, rompendo l’isolamento del singolo assistente sociale per trasformarlo in sapere collettivo.

Chi vive i Gruppi oggi lo sa: partecipare richiede impegno. Significa studiare, rispettare scadenze, analizzare documenti, è un lavoro faticoso per tutti: partecipanti, coordinatori e consiglieri.

Eppure, è proprio tra questa fatica che nascono i rapporti di stima più autentici. È quella stanchezza positiva che, alla fine di un convegno organizzato insieme, fa dire: “È stata dura, ma è andata bene, che bella giornata”.

Il consiglio della Presidente Ghisalberti è semplice: valorizzate questa rete. Quell’energia di vent’anni fa non si è dissipata, è, ancora oggi, l’anima costitutiva del nostro Ordine.

 

 

Condividi: