Con l’ultimo ampliamento del 1 marzo sono 7 le province lombarde coinvolte dalla sperimentazione della Riforma sulla Disabilità prevista dal PNRR che segna un momento di trasformazione profonda per il sistema della disabilità in Italia e, di riflesso, per il nostro modo di operare. Per questo motivo abbiamo chiesto alla consigliera Cristina Bortolotti, esperta sul tema, di riassumere i punti principali del DDL 62/2024.
Il Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024 attua la riforma prevista dal PNRR in materia di disabilità, delegata dalla legge n. 227 del 22 dicembre 2021, inserita nella Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”.
La riforma riguarda, tra l’altro, la definizione della condizione di disabilità, la valutazione di base, la valutazione multidimensionale, l’elaborazione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, l’accomodamento ragionevole, la libertà di scelta e il Budget di progetto.
In particolare:
- Nuova definizione di disabilità: i termini “handicap” e “invalidità” vengono sostituiti da “persona con disabilità”, in linea con la Convenzione ONU del 2006. La disabilità è il risultato dell’interazione tra individuo e ambiente.
- Valutazione di base: procedimento unitario e multidisciplinare per accertare la condizione di disabilità e l’intensità dei sostegni necessari. Dal 1° gennaio 2025, nelle province pilota, è affidata all’INPS e utilizza le classificazioni internazionali ICD e ICF. Serve al riconoscimento della disabilità e all’accertamento dell’invalidità civile, inclusa quella in età evolutiva per l’inclusione scolastica.
- Unità di valutazione multidimensionale (UVM): elabora il Progetto di vita rispettando i diritti e le volontà della persona. Viene elaborato con la persona con disabilità, genitori o tutori, eventuali persone di supporto, un assistente sociale o operatore dei servizi sociali, professionisti sanitari e rappresentanti scolastici. La valutazione segue un approccio bio-psico-sociale, secondo ICF e ICD.
- Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato: finalizzato a favorire inclusione e partecipazione sociale, rispettando le esigenze e i desideri della persona. Garantisce il diritto alla vita indipendente e al riconoscimento dei diritti civili e sociali.
- Accomodamento ragionevole: consiste nelle modifiche e negli adattamenti necessari e appropriati che non impongano alla pubblica amministrazione, al concessionario di pubblici servizi, al soggetto privato un onere sproporzionato o eccessivo, adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio dei diritti civili e sociali. All’accomodamento ragionevole si deve ricorrere esclusivamente in via sussidiaria e allorquando il diritto non sia pienamente esercitabile in concreto
- Libertà di scelta e Budget di progetto: il progetto garantisce autonomia sul luogo di residenza e definisce risorse e sostegni necessari per la realizzazione del Progetto di vita.
La sperimentazione del decreto è iniziata nel 2025 in 9 province pilota: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste, ampliata a 18 province a settembre 2025 e dal 1° marzo 2026 sono coinvolte altre 40 province tra cui Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, portando a 58 il totale dei territori coinvolti nel nuovo sistema di accertamento dell’invalidità civile e nella valutazione, di cui 7 in Lombardia.
Il nuovo Decreto rappresenta una sfida per la nostra Comunità Professionale, mettendoci al centro della valutazione multidisciplinare e della costruzione del Progetto di vita. È un invito a cambiare prospettiva: per troppo tempo il sistema ha offerto risposte predefinite, costringendo le persone con disabilità ad adattarsi a “contenitori” rigidi e ad offerte già pronte (Garbage Can Model) , spesso distanti dai loro reali desideri.
Oggi la vera sfida è invertire questa logica. Dobbiamo costruire percorsi flessibili e su misura, capaci di ascoltare davvero le aspirazioni di ogni individuo. Non si tratta di smantellare ciò che esiste, ma di ripensare i servizi in modo dinamico, rendendoli capaci di evolvere insieme alla persona.
In questo scenario, il nostro ruolo diventa quello di “tessitori” di relazioni. Dobbiamo rafforzare il legame con il territorio per passare dalla semplice inclusione a una reale appartenenza. Solo coltivando reti e legami sociali significativi potremo garantire che ogni persona con disabilità non sia un utente passivo, ma il protagonista attivo e consapevole della propria vita all’interno della comunità.
Il CROAS Lombardia ha istituito un Gruppo di Scopo volto a definire il ruolo dell’Assistente Sociale nell’attuazione del Decreto 62/2024. Per partecipare, è possibile inoltrare richiesta a info.segreteria@ordineaslombardia.it
E’ possibile, inoltre, partecipare ad un percorso formativo asincrono, registrandosi al link, con il riconoscimento di crediti formativi.